Venceslao, Torino, Gattinara, 1721

 VENCESLAO
 
    Drama per musica da rappresentarsi nel teatro di sua altezza serenissima il signor principe di Carignano, dedicato all’altezza reale di Carlo Emmanuello principe di Piemonte, eccetera.
    In Torino, MDCCXXI, per Francesco Antonio Gattinara, libraro di sua altezza serenissima, con licenza de’ superiori.
 
 Altezza reale,
    il principale motivo, onde restò fra me arditamente fermato di portarmi in questa famosa città co’ miei drammi, si fu la fama del benignissimo genio e del cuore magnanimo di vostra altezza reale. Né ebbi io molto da bilanciare sulle gravi difficoltà che a me forestiere, in avventurandomi a sì fatta impresa, incontro faceansi, avendo io concepito sensi non piccoli della loro sorte, allorché la speranza affidommi che sì gran principe dell’alto suo compatimento e della sua generosa audienza favoriti gli avrebbe. Ecco dunque il primo che, condotto su queste scene dalla benigna protezione di vostra altezza reale, colla fiducia d’esser da questa conservato, ossequiosamente se le presenta. Degnisi ella con umanissima clemenza d’accettar questo povero dono, riguardando, anzi che al valore dell’offerta, alla rispettosa riverenza dell’offeritore; e prostrato a’ piedi di vostra altezza reale, ardisco chiederle la permissione di potermi con tutto l’ossequio pubblicare di vostra altezza reale umilissimo, divotissimo ed ossequiosissimo servitore.
 
    Santo Burigotti
 
 ARGOMENTO
 
    Vincislao, re di Polonia, ebbe due figliuoli, Casimiro e Alessandro, il primo di genio altiero, feroce e lascivo, il secondo di temperamento dolce e moderato. Tutti e due s’invaghirono di Erenice, principessa del sangue, discendente dagli antichi re di Polonia, ma con intenzione molto diversa. Casimiro l’amò con illecita passione, Alessandro con pensiero di farla sua sposa. Quegli non ebbe riguardi di render pubblico a tutta la corte il suo amore e questi, conosciuto il genio violento di suo fratello, ad ogni altro nascose il suo, fuorché all’amico Ernando, generale e favorito del re; anzi perché temeva della ferocia di Casimiro, pregò l’amico a fingersi appassionato per Erenice, affinché col di lui mezzo potesse più sicuramente parlare della sua passione alla principessa. Tanto fece per impegno di amicizia Ernando, quantunque poscia li costasse caro l’impegno per l’amore che in lui si accese verso alla stessa Erenice. Riuscì la cosa di tal maniera che Casimiro credé che li fosse rivale nell’amore il generale, non il fratello; e da questa sua inganevol credenza nasce l’intreccio principale del drama.
    La morte d’Alessandro, l’accusa d’Erenice, la condanna e la coronazione di Casimiro nella forma che si rappresentano sono azioni tratte dalla stessa fonte, da cui fu tratto il soggetto. Gli amori di Casimiro con Lucinda sono d’invenzione del poeta italiano, quale per sua discolpa ti fa noto che le parole numi, deità, fato, eccetera, sono le consuete espressioni de’ componimenti poetici, non sentimenti di cuore e di penna che si protesta cattolica.
 
 ATTORI
 
 VENCESLAO re di Polonia
 (signor Antonio Denzio veneziano)
 CASIMIRO figliuolo di Venceslao
 (signor Antonio Gaspari, virtuoso del serenissimo principe Filippo, langravio d’Asia d’Armestat)
 ALESSANDRO altro figlio di Venceslao
 (signora Maria Maddalena Carrara veneziana)
 LUCINDA regina di Lituania, sotto nome di Lucindo
 (signora Antonia Toselli Rossi veneziana)
 ERENICE principessa, discendente dagli antichi re di Polonia
 (la signora Gerolama Valsechi veneziana)
 ERNANDO generale delle armi pollache
 (signor Felice Monticelli detto Novelli veneziano)
 
    Gl’intermezzi sono rappresentati dalla signora Cattarina Peruzi veneziana, dal signor Pietro Michetti, virtuoso dell’insigne Arca del Santo di Padova.
    La musica è del signor Giuseppe Boniventi veneziano, mastro di cappella di sua altezza serenissima il signor principe di Baden.
    Le scene sono di spiritosa invenzione del signor Innocenzo Bellavite veneto, il vestiario di bizzara invenzione del signor Natal Canciani veneziano. La scena si rappresenta in Cracovia, capitale della Polonia.
 
 COMPARSE
 
    Di allabardieri per il re, di guardie di Casimiro, di soldati con Lucinda, di schiavi moldavi, soldati con Ernando.
 
 SCENE
 
    Piazza reale; giardino.
    Regio cortile con steccato; stanze di Casimiro.
    Prigione; sala; delizioso ritiro; sala regia.